I piedi, per i podisti, sono le strutture corporee maggiormente sollecitate. Per garantire la loro piena efficienza, i piedi devono essere considerati con estrema cura ed attenzione. Quante volte per una banale vescica, o un'unghia nera, si perdono giornate di allenamento, oppure è compromesso l'esito di una competizione costata settimane di preparazione. Per il fatto che ogni piede tocca terra migliaia di volte in ogni seduta (per esempio 1300 volte circa in un allenamento di 20 chilometri), la pelle si deve adeguare alle tante frizioni a cui è sottoposta, e nei punti di maggior carico si creano anche delle callosità evidenti a protezione delle ossa e dei muscoli.
In natura questa riposta di adattamento al carico sarebbe sufficiente a garantire protezione, ma molti podisti, in seguito ad un appoggio non ottimale, dovuto sia ad una alterazione biomeccanica congenita, oppure conseguente ad uno stato di affaticamento, alcune zone del piede sono maggiormente sollecitate. Basti pensare che in una maratona, o in un allenamento particolarmente lungo, allorquando la stanchezza modifica l'assetto di corsa, il piede viene appoggiato malamente e la distribuzione del carico non è più quella ideale.
In questa situazione si formano le vesciche sia nei punti di maggior attrito, sia nelle zone dove la pelle è più morbida e quindi non abituata ad un certo tipo di contatto. La prevenzione alle vesciche, il maggior problema che affligge i piedi dei podisti, va fatta in vari modi:
1. Evitare di correre, sia in gara sia in allenamento, con scarpe nuove perché i materiali (tomaia, rinforzi, cuciture, ecc.) devono ammorbidirsi. Le scarpe devono inoltre essere mezzo numero più grande del proprio piede. Una misura maggiore determina invece uno scivolamento del piede ad ogni appoggio.
2. Mettere sempre le calze, possibilmente senza cuciture, o al massimo evitare quelle interne. Far sì che le calze siano aderenti al piede e non troppo grande, per evitare che si arriccino sotto le dita dei piedi.
3. Nei punti di maggior sollecitazione, ed ogni podista conosce i propri, o li puoi localizzare dove la pelle è maggiormente dura e spessa (parte interna del tallone, parte mediale del I metatarso, parte esterna dell'alluce, parte esterna del mignolo) mettere della vaselina, od anche dei cerotti. Questi ultimi devono essere aderenti, come il cerotto a nastro, e privi di spazi mobili (quelli classici hanno invece la zona centrale ricoperta di una garzina) proprio per evitarne i distacchi. Molto efficaci sono i cerotti aderenti denominati genericamente "seconda pelle", che oltre a proteggere servono a curare le vesciche già formate.
Prima di una gara vanno anche tagliate accuratamente le unghie, seguendo il profilo arrotondato delle dita piuttosto che una forma lineare, e non devono essere troppo corte altrimenti si può incidere la pelle ed il sudore crea fastidiosi bruciori.
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